Progetto

“Le mie farfalle nello stomaco…

sono al ragù”

Seminario di formazione culturale e psicologica sul tema dell’alimentazione.

 La salute è un bene che coinvolge la persona nella sua globalità psicofisica e non si esaurisce come concetto soltanto all’interno di una dimensione individuale, entrando a pieno titolo tra gli elementi di interesse della collettività tutta. Ne sono un esempio il dibattito sociale acceso riguardo alla qualità della vita, alla tutela dell’ambiente, dei luoghi e dei ritmi di vita, o l’attenzione rivolta specificatamente ai problemi legati al rapporto con il cibo.

L’alimentazione è, infatti, uno dei fattori che di più concorrono alla qualità della vita di ogni individuo. Fra tutti gli elementi che costituiscono l’esperienza quotidiana, probabilmente il cibo rimane una delle più importanti in quanto necessario alla vita stessa. Esso assume un valore centrale nell’esistenza umana  e la sua funzione non si esaurisce solo nella risposta al bisogno di sopravvivenza ma, soprattutto nella nostra cultura occidentale, si costituisce quale mezzo per la ricerca del piacere, strumento di salute, linguaggio relazionale, in sintesi uno straordinario fattore d’identità culturale.

Per tutti questi motivi riteniamo importante dedicare attenzione all’argomento promuovendo incontri che favoriscano riflessioni e pongano al centro la narrazione delle proprie esperienze e il valore culturale e affettivo che l’essere umano attribuisce al cibo.

L’incontro che l’Associazione propone vuole mettere al centro la narrazione sull’alimentazione e sul cibo esaltando l’importante ruolo che essa svolge nella salute dell’individuo.

Attraverso una serie di suggestioni invitiamo i partecipanti a riflettere su come il cibo tramandi storie e abitudini di vita, raccontando molto sull’evoluzione dell’uomo e le sue fasi di crescita. In considerazione del forte valore simbolico e affettivo che il cibo porta con sé, l’incontro si sviluppa toccando diverse aree:

• la sfera Culturale, perché il cibo è l’elemento che più di altri caratterizza un popolo attraverso le peculiarità agricole del territorio;

• la sfera identitaria, perché il cibo è un’esperienza esistenziale ricca di significati e simboli che investe la totalità della persona;

• l’area del piacere, perché il cibo deve essere vissuto come piacere che soddisfa più bisogni, dal corpo all’anima;

• l’area della conoscenza, perché per “vivere” l’esperienza del piacere è necessario conoscere, non tanto le componenti nutrizionali, chimiche e fisiche e organolettiche di un prodotto, quanto, la sua provenienza, il suo radicamento nella storia, nella tradizione e nelle pratiche agricole. Non si acquistano solo le valenze oggettive, pratiche e funzionali di un cibo ma anche i significati, i simboli e le valenze emotive che esso investe;

• il campo della consapevolezza, perché una conoscenza piena del cibo, che superando la sfera meramente cognitiva entri nelle dinamiche esperienziali, porta ad una consapevolezza delle proprie scelte e dei peculiari consumi;

• la sfera delle relazioni, perché il cibo è un’espressione del benessere o del malessere psico-affettivo della persona.