I bimbi molto piccoli, all’inizio della loro vita psichica, se riescono a fare esperienza di una madre che è responsiva ai loro bisogni si costruiscono l’illusione di aver creato loro stessi quella mamma buona, anzi buonissima, che arriva con il latte un istante dopo che l’hanno reclamato e alle volte anche prima di averne avvertito chiaramente la necessità. Il nuovo arrivato viene messo al centro del mondo favorendo la sua fantasia di essere onnipotente, “baby the king” lo appellava  scherzosamente Freud. La possibilità di fare questa esperienza meravigliosa si tramuta in un mattoncino fondamentale per la sopravvivenza fisica e mentale del piccolino. Con la crescita sarà inevitabile che la presenza puntuale e costante della madre si trasformi in altro, anzi è auspicabile che accada: il bambino sarà un pò più grande e più capace di pazientare mentre la madre accorre lasciando da parte le diverse questioni della sua vita di cui pian piano ha ricominciato ad occuparsi. Da “piccolo dittatore” le cui esigenze prevalgono su tutto il resto, il bimbetto si vestirà dei panni di chi pur lamentandosi e reclamando attenzioni e accudimento può tollerare l’attesa perché fiducioso che quello di cui ha bisogno arriverà come sempre.

L’illusione del piccolo dittatore onnipotente di ottenere tutto quello di cui ha bisogno nei tempi e nei modi esatti in cui lui desidera si trasformerà lasciando spazio ad un amore per se stesso più in contatto con le regole del mondo esterno e le esigenze altrui.

Non di rado però avvisaglie di questo senso di onnipotenza infantile  si rintracciano anche in alcune scelte degli adulti. Facciamo un esempio.

Mettiamo il caso che ci sia un adulto che desidera tanto qualcosa, per esempio un terrazzo pieno di piante bellissime o un appartamento molto luminoso con spazi ampi. Un adulto per poter realizzare questo piccolo desiderio innocuo si attiva per poterlo rendere reale, contatta un architetto, una squadra di operai, e si scopre che ci sono delle leggi e delle regole da rispettare. Forse queste leggi diventano un limite e magari spingono a modificare di un pò il desiderio che quella persona ha, magari non si potrà avere esattamente una foresta in terrazzo oppure il salotto dovrà avere nel mezzo delle colonne portanti che però rovinano la vista e allora si pensa bene di trovare una piccola è innocua scappatoia. Le regole che sono state fatte per proteggerci dalla crudeltà del mondo e dalla durezza delle conseguenze naturali delle azioni vengono ignorate, ci si crea parallelamente un proprio sistema di regole che si sostituisce a quello ufficiale. Il piccolo dittatore interno che ritroviamo in ogni adulto, esserino con una maturità affettiva e psichica davvero rudimentale, ha la presunzione di poter agire nel mondo adulto imponendo i propri desideri e trova il modo per abbattere muri portanti e piazzare alberi e vasi pesanti in veranda. Tutto va bene per un pò, tutto è bellissimo fino a quando la forza di gravità, che lavora costantemente e imperterrita su tutte le creature viventi e non solo del nostro pianeta fa venire giù tre piani di un palazzo assieme al senso di onnipotenza di chi aveva fantasticato di poter ignorare la realtà dei fatti.

Come dicevo, retaggi di questo piccolo dittatore interno li portiamo dentro tutti. Ne è un esempio quella sensazione di piena soddisfazione che proviamo quando riusciamo a raggiungere un grande obiettivo e ci sentiamo “grandi”, “potenti”, “possiamo spaccare il mondo” in quel momento, “camminiamo a tre metri da terra”, ci sentiamo appunto onnipotenti ma fortunatamente per un tempo breve e in relazione a qualcosa di circoscritto, a seguito di qualcosa e non a prescindere dal resto. Altri invece possono ignorare la realtà sulla scia della propria onnipotenza e possono sentire di aggirare le regole per ottenere quello che desiderano in molti ambiti della propria esistenza, estremizzando altri ancora possono diventare Kim Jong-un Supremo Leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea, l’ingrediente di base rimane sempre lo stesso.

Articolo pubblicato su Lo Sguardo sui Cinque Reali Siti, gennaio 2016, anno XIV, n.1